{"id":8,"date":"2012-11-29T17:23:53","date_gmt":"2012-11-29T16:23:53","guid":{"rendered":"http:\/\/graziellalupo.idra.it\/?page_id=8"},"modified":"2012-11-29T17:35:53","modified_gmt":"2012-11-29T16:35:53","slug":"ci-sino-i-panni-da-stendere","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/?page_id=8","title":{"rendered":"Ci sono i panni da stendere&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono i panni da stendere!<\/p>\n<p>Fa freddo, le mani e la pelle si ribellano al freddo, praticano uno sciopero muto. Le mani diventano rigide, immobili, bianche prive di colore; quel colore opaco e giallognolo che d\u00e0 il sangue interrotto e fermo, s\u00ec bianco cadaverico.<\/p>\n<p><em>Ho provato a piangere con le mani. (A. Merini)<\/em><\/p>\n<p>Ci sono i panni da stendere!<\/p>\n<p>Sulla terrazza ampia e libera ci sono i fili di ferro, lunghi e alti. Mi chiedo come faccia mia madre ad elevarsi cos\u00ec tanto sulla punta dei suoi corti piedi, un buffo 35 di piede negli anni della bella adultit\u00e0, diventato oggi un 37.<\/p>\n<p>No, nessun miracolo\u2026una forma di artrite le ha accartocciato i piedi e le dita a tal punto che oggi chiedono dolorosamente spazio\u2026<\/p>\n<p>\u201c<em>Spazio spazio io voglio, tanto spazio <\/em><br \/>\n<em>per dolcissima muovermi ferita; <\/em><br \/>\n<em>voglio spazio per cantare crescere <\/em><br \/>\n<em>errare e saltare il fosso <\/em><br \/>\n<em>della divina sapienza. <\/em><br \/>\n<em>Spazio datemi spazio <\/em><br \/>\n<em>ch&#8217;io lanci un urlo inumano, <\/em><br \/>\n<em>quell&#8217;urlo di silenzio negli anni <\/em><br \/>\n<em>che ho toccato con mano.\u201d Alda Merini <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ci sono i panni da stendere.<\/em><\/p>\n<p><em>I piedi lo sanno. Hanno imparato presto la tarantella sulla ripida scala e con il peso della cesta nelle mani. <\/em><\/p>\n<p><em>Le mani lo sanno. Hanno imparato il freddo e la fatica, piccole e, oggi, nodose di emozioni inesplose. Mani di donna, giovane senza memoria di esserlo stata, adulta a 7 anni con i ricci tra i tralci di una vite in maggio, a sfoltire le foglie superflue. Ad imparare la cura per il frutto, l\u2019occhio per l\u2019altro vivente che da vita: la pianta. A 7 anni si pu\u00f2 imparare a separare le foglie superflue che impediscono il sole da quelle necessarie che proteggono dalla grandine.<\/em><\/p>\n<p><em>Quel giorno non c\u2019erano panni da stendere.<\/em><\/p>\n<p><em>Era un marted\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cChe cosa \u00e8 successo in casa mia, non ci sono panni sulla terrazza!?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Il figlio primogenito lo aveva portato via dall\u2019ospedale per riportarlo a casa. Un uomo adulto 63 anni, anziano ieri. Era il 1972. La strada di casa, era sterrata, periferia inesplorata, uno spazio giovane selvaggio e quasi insalubre prestato ad una urbanizzazione caotico sotto la bolla dello sviluppo economico. <\/em><\/p>\n<p><em>Si era trasferito con la moglie e i due ultimi figli, ancora troppo giovani per andare a\u00a0 nozze. Avevano lasciato la campagna e la masseria. Una famiglia numerosa che aveva vissuto in una famiglia allargata, insieme, a lavorare i campi, a produrre e a venderne i frutti e i prodotti. <\/em><\/p>\n<p><em>Aveva 7 figli e di panni da stendere non erano poi tanti. Non erano tanti perch\u00e9 il ciclo della vita era composto nel ritmo delle stagioni e della fatica, della produzione e della procreazione. I figli, fin da bambini, erano braccia e intelligenze impiegate nel lavoro, la scolarizzazione era un dettaglio da assumere nella dose sufficiente; bastava la scuola elementare. Non per tutti. Alcuni sono rimasti senza. Analfabeti, con la \u201ca\u201d privativa che, per una buffa logica, priva aggiungendo fatica e minorit\u00e0, talvolta anche orgoglio. Due figli analfabeti, una donna e un uomo oggi 70enni che non sanno leggere e scrivere. Sapevano che ci sono panni da stendere.<\/em><\/p>\n<p><em>Quel marted\u00ec, 21 agosto del 72 non c\u2019erano. Le case basse e isolate mostrarono la nudit\u00e0 della sua casa e il suo dolore. Forse l\u2019uscita improvvisa dall\u2019ospedale gli aveva destato sospetto. Forse la sera precedente aveva visto qualcosa che non volle nominare sul volto di sua figlia Nina. Gli aveva detto: \u201cPap\u00e0 non posso rimanere con te, devo fare la puntura a mamma, ho dimenticato di avvisare la comare. Devo andare da lei.\u201d Ed era sua figlia Nina che si occupava dei panni da stendere, con i suoi 22 anni e il 35 di piede. Lo faceva ogni giorno. Le lenzuola nel letto della madre ammalata di cuore, oramai fragile e sfinita, dovevano essere candide. Bianche di luce e di sole, lo stesso che accarezzava l\u2019uva acerba e la portava a dolcissimo frutto. Bianche di profumo e di natura, di cura. <\/em><\/p>\n<p><em>La strada era sterrata e l\u2019auto in corsa amplificava il sussulto, ma era la paura a fargli rumore, dentro e addosso: \u201cCos\u2019\u00e8 successo in casa mia?\u201d Chiedeva al figlio, maschio e muto a fianco del padre.<\/em><\/p>\n<p><em>In casa sua c\u2019era la risposta, la sua compagna Graziella, moglie e madre dei suoi figli, aveva finito il suo viaggio. E lui\u2026lui finalmente nomina il dolore. \u201cE\u2019 colpa tua, non mi hai detto che mamma stava male.\u201d Nomina cos\u00ec il dolore e lo scrive sul bianco: sulle lenzuola, sulle mani esangui della moglie, sui grappoli acerbi, sul volto e nella vita di Nina. Fino ad oggi. Sulle mie mani.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi ero io a stendere i panni, con le mani bianche come quelle della nonna di cui porto il nome. Il freddo mi priva, sospende la vita sulle mie mani. Giocavo a stendere il bucato con una scenografia che fosse armoniosa allo sguardo e che fosse anche pudica. I panni scoprono l\u2019intimit\u00e0, vanno esibiti con rigore e pudore. <\/em><\/p>\n<p><em>Ad un certo punto mi sono guardata attorno e mi sono detta\u2026faccio una fotografia. <\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 io fotografo il bucato steso e svolazzante sui tetti delle case o a cornice dei balconi? Perch\u00e9?<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><em>Salice Salentino, 27 gennaio 2012 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 Graziella Lupo Pendinelli<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono i panni da stendere! Fa freddo, le mani e la pelle si ribellano al freddo, praticano uno sciopero muto. Le mani diventano rigide, immobili, bianche prive di colore; quel colore opaco e giallognolo che d\u00e0 il sangue interrotto &hellip; <a href=\"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/?page_id=8\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"footnotes":""},"class_list":["post-8","page","type-page","status-publish","hentry"],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/P2V7kg-8","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/8"}],"collection":[{"href":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/8\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":21,"href":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/8\/revisions\/21"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/graziellalupo.idra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}